italianoenglish
Andrea Delta
aboutprojectsnews and eventscontactmyspacelinks
visual artvideosphotosinstallationsbooks
 
Vita Dixit

cover vita dixit




Book "Vita Dixit" by Andrea Fronzetti
Publisher: Edizioni Progetto Cultura (2004) ISBN: 88–89243–06–6


LA VISTA DEGLI ALTRI

Mi chiedo:
tu come mi vedi?
Chi sono io per te?
Specchio uno,
immagini molte.

Illusioni.
Darei,
per vedere dai tuoi occhi.
Darei,
per vedere con gli occhi degli altri:
me, poi me, poi il mondo.

Illusioni.
Cambierei,
vedendomi io per te:
un altro me,
che tu desideri.

Pretese di essere visto.
”Non m’importa di come tu mi veda“ :
fingo.

FELICEMENTE TRISTE

Come posso accontentarmi di sopravvivere
dopo aver violato la verginità dell’esistenza?

Felicemente triste
m’accorgo dell’ironia dell’universo,
tendo le braccia all’infinito
in un sarcastico sorriso.

Finalmente, inutilmente,
liberi in caduta
ogni azione s’annulla nella sua sterilità.

STATIC ODE

Ovunque nel mio canto, perché io canto la mia Vita.

Tiziano crine al vento
nel bianco impeto scalciante
d’una spumosa puledra.

Ardente diadema
su la statica bisquit,
bambolina dispettosa.

Policromo raptus
fulmineo fremito
a rompere le sciabordanti creste cremose
e spruzzi di latte e denso miele salato.

Tiepido e tagliente alito
avvolge il mio passo
e rende ameno e caotico il mio respiro.


IL MONOTONO PASSO DELL’ESSERE

Procede languido e monotono
il cammino dell’essere
attraverso il tepore del bosco del tempo.

Ocra, tabacco e carminio,
lieve crepitio di foglie morte,
che s’impigliano, spezzano, sfuggono,
al ritmo cadenzato del passo.

Sempre più scarni i denti del rastrello,
corrosi dalla ruggine della delusione.

Armonico e perpetuo il pendolo
che spinge,
l’inesorabile e regolare falcata,
verso l’ignoto raccolto.

REALTA’

Tanti piccoli mondi.

Profumi vivi, accesi, estivi,
intellettuali, intensi, gioviali.
Ricercate, dolci arome
ed aspre esalazioni di pomodoro.

Nei piccoli mondi siamo e non siamo.
Siamo maghi ed eroi,
saggi e stolti,
legati o sciolti.

Piccoli mondi
racchiusi in una bolla di magia.
Piccole bolle
che coloriamo con stracci di carne sempre diversi.

Nei piccoli mondi siamo e non siamo.

IMMAGINE

E poi qualcosa mutò.

Inerte,
con gli occhi aperti
l’uomo cieco osserva:

cannonibombepiaghegridagentecont
ortadolorerabbiaviolenzasparigemiti
strazidivinitàinvocatedalnomesconos
ciutoidealimortemasseparlantirispos
teaffanniconvinzionisperanzeinutili

Tutti sconfitti dai loro geni.

Con gli occhi chiusi,
nel silenzio,
immobile e sfuggente,
aspetta:
l’implosione
e la salvezza immaginata.

INFINITO

Turbato da un orizzonte senza fine.

D.

Il carisma dell’amore:
comanda e sarò ai tuoi piedi.

Taci vicino,
vicini nella notte,
ancora distanti,
abbracciami.
Ami e taci.

Sereno come un bimbo,
il mio viso e le tue mani,
le mie mani le tue labbra,
matta ti cheti.
Giochiamo e tutto cresce.

Noi
vulnerabili ed inesperti,
torneremo mai
bambini ad amare?

SEGREGATI NELL’UNIVERSO

Come un pesce nato e morto in una boccia.

Sadismo premeditato
in un meccanismo perverso.

In una gabbia invisibile:
miopi ed ignari,
quieti, imbelli.
Esistere senza vivere.

Solo una consapevole,
rassegnata, estinzione,
per tagliare i fili
del diabolico burattinaio.

MISTICANZA

Si sciolgono corpose le parole,
s’infrangono sui bordi cremosi
d’una speziata miscela azteca.

Germogli di loto si confondono
nella tenue aura di cannella
e l’astratto cromatismo della tela
tinge limpidi fumi di garofano.

In estasi, mi bagno il viso
con l’acqua scotta della misticanza,
ambigui cristalli
donano alle labbra policrome emozioni.

Annega il male dell’essere
travolto dall’evanescente piena
d’una vulnerabile interiorità.

Un madido velo è la mia veste:
trasuda l’acqua scotta della misticanza.

IL CANTO DELLA FENICE

Samurai

medita        mente
animo        guerriero

orgamisco dolore
onore urlo

ginocchia rotte
ossa frantumate
da perdere più nulla

punta la spada a terra
rossastra arde la lama

impavido e pesante
sotto la corazza
barcolla

ma avanza ancora il rantolo
nell’ira furibonda
si oppone fin l’ultimo
fremito di vita

e allor rimanga morte
ma l’anima fuggita
germoglierà violenta
energia luce pura
della fenice il canto
di chi non si è piegato

Samurai.

 
© 2000 - 2007 Andrea Fronzetti